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La tradizione storica del gozzo nell’odierna nautica da diporto

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gozzo disegno storico

Questa tipologia di barca, un tempo prettamente da lavoro, oggi si è trasformata in un’imbarcazione particolarmente elegante.

Storicamente furono gli arabi ad introdurre questo tipo di barca di legno e ripreso dai marinai delle repubbliche marinare italiane. Successivamente ogni marineria pensò bene di adattarle alle proprie esigenze per ottimizzare le loro tecniche di pesca e di lavoro.

Storicamente i gozzi liguri e napoletani (pozzolani, sorrentini e procidani) venivano utilizzati a remi o a vela per esigenze logistiche e di comunicazione, attraverso la maestria dei maestri d’ascia che ben conoscevano i segreti costruttivi che si trasmettevano da padre in figlio.

Molto curata era la scelta dei materiali costruttivi che teneva conto del tipo di utilizzazione del singolo pezzo. Il giusto compromesso tra velocità e stabilità è alla base di questo tipo di barca, ossia scafo veloce per ritornare al più presto col pescato, ma in maniera fortemente stabile.

Apparentemente si notano forme tozze, ma ben raccordate con armonia a favore di un’ottima manovrabilità. Il Gozzo così permetteva lunghe rotte per raggiungere acque pescose e mercati più appetibili.

Il Gozzo viene classificata come “madre” di tutte le barche mediterranee, in quanto unisce caratteristiche tecnologiche e prestazioni evolutive attuate in centinaia di anni che le permette oggi di rimanere sempre attuale. In termini di mercato tale tipologia ha conosciuto una sua crescita ed oggi attraverso lo studio di nuove forme di carena e di potenze motoristiche, danno vita al gozzo moderno, rimanendo però nell’eredità storica e la grande navigabilità.

I primi motori fuori bordo comparvero negli anni trenta e poi quelli entrobordo ricavati da motori delle auto.

Negli anni sessanta i cantieri si aggiornarono utilizzando motori più piccoli nella forma e nel peso, consentendo così velocità maggiori anche ai gozzi.

Le esigenze della nautica moderna tendono all’aumento della velocità fino ai 30/35 nodi mantenendo le caratteristiche originali di una carena tipo gozzo, pertanto i cantieri si son dovuti adeguare con nuove forme di carena irrobustendole con materiale adatto, ossia la vetroresina. Il Cantiere Mimì costruisce lo scafo con il metodo ad infusione che lo rende più leggero ed allo stesso modo resistente eliminando le possibili bolle d’aria.

Oggi il gozzo viene considerato un’imbarcazione raffinata ed elegante. Perdendo il ruolo originale di barca di lavoro, oggi questa tipologia è in voga, riscoperta per soddisfare un target più vasto.

 

 

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